Caro H.P.
ti stavo parlando della risposta illuminante di Ginetto il burattinaio:
F. "Gino, sono stanco di questa situazione..sono stanco di lavorare!"
G. "non dirlo a me...quando montavo il teatro viaggiante ci stavo tre ore a sudare, e poi magari non veniva nessuno e dovevo rimontare tutto..."
F. "lo so Gino, ma quella era stanchezza fisica, sarebbe meglio di questa: io sono stanco di testa"
G. "Allora prenditi qualche giorno di riposo"
F. "Gino! Non posso riposarmi, devo lavorare"
G. "Allora vai in ufficio e fai presenza. Ti metti sulla sedia e dormi"
F. "Ma Gino, quello lo fanno i dipendenti pubblici...io sono un semplice collaboratore precario!"
G. "....."
F. "Gino..."
G. "....."
F. "Ginoooo..."
G. "ronf...ronf..."
Insomma, quando ce vo' ce vo'...ho bisogno di riposare la testa...ecco cosa vuole dirmi Gino. Quindi decido di non tornare al lavoro a fare straordinari non pagati e di andare a farmi una passeggiata per la mia città. A godermi il fresco dell'autunno...
Sento l'aria che mi entra nella testa e la rinfresca...e tutto torna nella sua giusta misura...gli impegni lavorativi prendono il loro posto e la vita riprende un certo gusto.
Alla fine si tratta solo di un gioco e ogni nuova difficoltà è una sfida, è un'opportunità di crescere, di salire di livello...ma in fondo è sempre un grande gioco, non merita la mia preoccupazione.
Diceva un saggio "invece che preoccuparti, occupati"
Domani mattina mi occuperò delle mie faccende con il sorriso sulle labbra, e ad uno ad uno metterò in fila i miei piccoli porcellini, per arrivare a fine giornata soddisfatto.
Cercherò di essere positivo e di bloccare le divagazioni.
Ce la posso fare!
Un bacio
FedePalla
giovedì 23 novembre 2006
Se le sfighe arrivano in coppia, le fighe come arrivano?
Caro Homo-nonchè-Palla,
stasera credo di essere arrivato al limite di sopportazione delle incompenze lavorative. Hai presente il detto "le sfighe non vengono mai sole"? Ad ogni svolta di angolo vedo nuove scadenze che mi cercano per farmi pagare non solo quale torto. Probabilmente devo scontare qualche karma peso, probabilmente in un'altra vita ero una super-merdaccia...
Ore 17:20
Mi lamento con il Teo per la situazione insopportabile e sento che la mia voglia di partire sale. "sai, ieri il Kapo mi ha detto di fare un progetto (su finanziamenti europei) di ricerca sul lavoro delle donne e il tempo in famiglia...scadenza 30 novembre!" A parte il fatto che non so una sega sull'argomento, il seguito è ancora più esilarante "mi ha detto che sa che avremo poche chance di vederlo approvato, ma va comunque fatto perchè l'assessore XY ci tiene..."
Poche chance vuol dire che ho meno possibilità di quante ne abbia Hitler di vincere il nobel per la pace...
ore 17:30
Continuo a lamentarmi e lo sconforto cresce...vedo già la spiaggia di Maracaibo (mare forza nove, ecc...)
ore 17:40
Ricevo l'ultima botta della giornata: un'allegra informativa regionale ci tiene a farmi presente che entro il 30 novembre (mi sembra di averla già vista quella data...) devo rendicontare una spesa che non abbiamo ancora fatto e che è sfuggita a tutti (Kapo compreso).
ore 17:45
mentre sistemo la corda intorno al collo mi sovviene che sono in ritardo con Gino. L'impiccagione può aspettare, magari una sana passeggiata al fresco mi farà bene.
ore 18:20
arrivo da Gino il burattinaio....
to be continued...
stasera credo di essere arrivato al limite di sopportazione delle incompenze lavorative. Hai presente il detto "le sfighe non vengono mai sole"? Ad ogni svolta di angolo vedo nuove scadenze che mi cercano per farmi pagare non solo quale torto. Probabilmente devo scontare qualche karma peso, probabilmente in un'altra vita ero una super-merdaccia...
Ore 17:20
Mi lamento con il Teo per la situazione insopportabile e sento che la mia voglia di partire sale. "sai, ieri il Kapo mi ha detto di fare un progetto (su finanziamenti europei) di ricerca sul lavoro delle donne e il tempo in famiglia...scadenza 30 novembre!" A parte il fatto che non so una sega sull'argomento, il seguito è ancora più esilarante "mi ha detto che sa che avremo poche chance di vederlo approvato, ma va comunque fatto perchè l'assessore XY ci tiene..."
Poche chance vuol dire che ho meno possibilità di quante ne abbia Hitler di vincere il nobel per la pace...
ore 17:30
Continuo a lamentarmi e lo sconforto cresce...vedo già la spiaggia di Maracaibo (mare forza nove, ecc...)
ore 17:40
Ricevo l'ultima botta della giornata: un'allegra informativa regionale ci tiene a farmi presente che entro il 30 novembre (mi sembra di averla già vista quella data...) devo rendicontare una spesa che non abbiamo ancora fatto e che è sfuggita a tutti (Kapo compreso).
ore 17:45
mentre sistemo la corda intorno al collo mi sovviene che sono in ritardo con Gino. L'impiccagione può aspettare, magari una sana passeggiata al fresco mi farà bene.
ore 18:20
arrivo da Gino il burattinaio....
to be continued...
martedì 21 novembre 2006
Il sorriso nascosto
Caro HomoPalla,
stamattina sono andato a fare un sopralluogo in alcune case famiglia che stanno nella mia città. Cercavo di essere freddo, professionale, nel mio ruolo istituzionale, ma intanto entrava dentro un'emozione...le persone che mi aprivano le loro case per essere "controllati" erano persone che stavano vivendo un'esperienza unica, di convivenza con gli scarti della società, con gli ultimi...vedevo case che magari avevo intravisto da fuori senza poter immaginare cosa le scaldava.
C'era un cuore dentro quelle case, lo sentivo pulsare mentre entravo nelle camere per vedere se erano a norma, lo sentivo mentre prendevo appunti sulla struttura, il numero degli ospiti...ogni ospite aveva una vita particolarissima, ma non avevo tempo di ascoltarla, avrei voluto tanto, a me competono i numeri...avrei voluto essere per un attimo dall'altra parte della barricata, tra i controllati, tra chi si sporca le mani dal primo momento in cui mette piede già dal letto.
Il mio lavoro mi sta mettendo in contatto con una parte della mia città che non conosco, mi apre finestre sul sottobosco pulsante, brulicante di formiche al lavoro: raccolgono i pezzi che cadono dalla grande macchina sociale.
Nel salotto c'è una ragazzina tetraplegica, si è appena svegliata e fa fatica a tenere gli occhi aperti. Sento uno strano disagio nel vederla in quello stato. Si chiama xxxxx, mi dicono, era anoressica fino a qualche anno fa, poi nel giorno della sua cresima ha avuto un infarto. Facciamo il giro della casa e intanto penso a lei, vedo le sue foto appese al muro della camera, era molto carina, allegra. Prima di uscire dalla casa mi guarda negli occhi e mi sorride. e il cuore si scioglie.
FedePalla
stamattina sono andato a fare un sopralluogo in alcune case famiglia che stanno nella mia città. Cercavo di essere freddo, professionale, nel mio ruolo istituzionale, ma intanto entrava dentro un'emozione...le persone che mi aprivano le loro case per essere "controllati" erano persone che stavano vivendo un'esperienza unica, di convivenza con gli scarti della società, con gli ultimi...vedevo case che magari avevo intravisto da fuori senza poter immaginare cosa le scaldava.
C'era un cuore dentro quelle case, lo sentivo pulsare mentre entravo nelle camere per vedere se erano a norma, lo sentivo mentre prendevo appunti sulla struttura, il numero degli ospiti...ogni ospite aveva una vita particolarissima, ma non avevo tempo di ascoltarla, avrei voluto tanto, a me competono i numeri...avrei voluto essere per un attimo dall'altra parte della barricata, tra i controllati, tra chi si sporca le mani dal primo momento in cui mette piede già dal letto.
Il mio lavoro mi sta mettendo in contatto con una parte della mia città che non conosco, mi apre finestre sul sottobosco pulsante, brulicante di formiche al lavoro: raccolgono i pezzi che cadono dalla grande macchina sociale.
Nel salotto c'è una ragazzina tetraplegica, si è appena svegliata e fa fatica a tenere gli occhi aperti. Sento uno strano disagio nel vederla in quello stato. Si chiama xxxxx, mi dicono, era anoressica fino a qualche anno fa, poi nel giorno della sua cresima ha avuto un infarto. Facciamo il giro della casa e intanto penso a lei, vedo le sue foto appese al muro della camera, era molto carina, allegra. Prima di uscire dalla casa mi guarda negli occhi e mi sorride. e il cuore si scioglie.
FedePalla
domenica 19 novembre 2006
Caro HomoPalla,
volevo continuare con il discorso lasciato in sospeso "causa rissa".
Oggi ho un'ulteriore conferma della mia propensione a non concludere: da tempo devo fare il fatidico "cambio armadi" per incombente stagione invernale. Ci stiamo addentrando nel freddo gelido e ho i bermuda estivi che si contendono i cassetti con i maglioni invernali...
La frase "settimana prossima lo faccio" dovrebbe essere bandita dal mio frasario interiore!
Comunque oggi ho preso una dolorosa decisione: invece che uscire per la festa a sorpresa di Francy starò a casa per chiudere definitivamente la questione cambio stagionale.
Mi ripetono che è una questione di priorità. Io devo avere qualche problema con questa parola. Soprattutto se priorità vuol dire "dovere" e si contrappone al "piacere" di fare dell'altro.
Di solito risolvo la situazione recitando il mantra "la casa sporca e in disordine mi piace. sono un trentenne e i trenetenni vivono nella sporcizia. gli scarafaggi sono miei amici".
Forse dovrei cambiare mantra, non trovi?
FedePalla
volevo continuare con il discorso lasciato in sospeso "causa rissa".
Oggi ho un'ulteriore conferma della mia propensione a non concludere: da tempo devo fare il fatidico "cambio armadi" per incombente stagione invernale. Ci stiamo addentrando nel freddo gelido e ho i bermuda estivi che si contendono i cassetti con i maglioni invernali...
La frase "settimana prossima lo faccio" dovrebbe essere bandita dal mio frasario interiore!
Comunque oggi ho preso una dolorosa decisione: invece che uscire per la festa a sorpresa di Francy starò a casa per chiudere definitivamente la questione cambio stagionale.
Mi ripetono che è una questione di priorità. Io devo avere qualche problema con questa parola. Soprattutto se priorità vuol dire "dovere" e si contrappone al "piacere" di fare dell'altro.
Di solito risolvo la situazione recitando il mantra "la casa sporca e in disordine mi piace. sono un trentenne e i trenetenni vivono nella sporcizia. gli scarafaggi sono miei amici".
Forse dovrei cambiare mantra, non trovi?
FedePalla
venerdì 17 novembre 2006
Caro Homopalla,
oggi in ufficio è stata parecchio dura...sai quando arrivano le bastonate una via l'altra?
Ufficio del Capo, ore 11:00
L'elenco delle mie inadempienze sembrava non finire mai. Ad ogni stangata la mia schiena si incurvava in avanti e il mio sorriso diventava una smorfia...
Per una volta sono riuscito a non ribattere con giustificazioni inutili: tutto quello che mi diceva era reale, faceva male proprio perchè era la verità, cazzo, era come se mi mettesse il dito su tutte le piaghe che so di avere, ma che preferisco non vedere.
"non si possono lasciare le priorità per ultime facendo le cose che piacciono di più" guardava la mia collega, ma sentivo che si riferiva a me.
"va bene mantenere le relazioni esterna, ma qua bisogna garantire che la parte amministrativa venga garantita"
...scusa Homopalla, interrompo la comunicazione perchè nel call center dove sto postando è scoppiata una rissa tra nigeriani...qua si mette male...cazzo...me ne vado subito...
Ok, si è calmata la situazione. Sono riuscito a vedere solo il nigeriano che tirava una bicicletta addosso ad un romeno... non ho parole. Spero che non ci scappi il morto.
Ti saluto, continuerò un'altra volta.
Baci
oggi in ufficio è stata parecchio dura...sai quando arrivano le bastonate una via l'altra?
Ufficio del Capo, ore 11:00
L'elenco delle mie inadempienze sembrava non finire mai. Ad ogni stangata la mia schiena si incurvava in avanti e il mio sorriso diventava una smorfia...
Per una volta sono riuscito a non ribattere con giustificazioni inutili: tutto quello che mi diceva era reale, faceva male proprio perchè era la verità, cazzo, era come se mi mettesse il dito su tutte le piaghe che so di avere, ma che preferisco non vedere.
"non si possono lasciare le priorità per ultime facendo le cose che piacciono di più" guardava la mia collega, ma sentivo che si riferiva a me.
"va bene mantenere le relazioni esterna, ma qua bisogna garantire che la parte amministrativa venga garantita"
...scusa Homopalla, interrompo la comunicazione perchè nel call center dove sto postando è scoppiata una rissa tra nigeriani...qua si mette male...cazzo...me ne vado subito...
Ok, si è calmata la situazione. Sono riuscito a vedere solo il nigeriano che tirava una bicicletta addosso ad un romeno... non ho parole. Spero che non ci scappi il morto.
Ti saluto, continuerò un'altra volta.
Baci
giovedì 16 novembre 2006
Caro Homopalla,
gradino ormai prossimo dell'evoluzione umana, mi spieghi cosa c'è di tanto brutto nell'attuale specie umana che necessita una così drastica rivoluzione genetica!
Insomma passare da un uomo ad una palla...mi sembra un po' eccessivo...e poi che utilità potrebbe avere? Cosa porta in più la dimensione sferica?
La palla è sempre in movimento, non ha un punto di equilibrio statico, la sua condizione naturale è il rotolamento o la sosta precaria.
E poi vogliamo parlare del punto di vista? Che punto di vista ha la palla? Cha da parte ti guarda e tu da che parte la guardi?
Insomma, gentile dott. Homopalla, per non rischiare di fare la figura del pallone gonfiato, dovrebbe forse rivedere la sua dichiarazione di principio.
Non crede?
gradino ormai prossimo dell'evoluzione umana, mi spieghi cosa c'è di tanto brutto nell'attuale specie umana che necessita una così drastica rivoluzione genetica!
Insomma passare da un uomo ad una palla...mi sembra un po' eccessivo...e poi che utilità potrebbe avere? Cosa porta in più la dimensione sferica?
La palla è sempre in movimento, non ha un punto di equilibrio statico, la sua condizione naturale è il rotolamento o la sosta precaria.
E poi vogliamo parlare del punto di vista? Che punto di vista ha la palla? Cha da parte ti guarda e tu da che parte la guardi?
Insomma, gentile dott. Homopalla, per non rischiare di fare la figura del pallone gonfiato, dovrebbe forse rivedere la sua dichiarazione di principio.
Non crede?
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