Caro HP,
ti voglio raccontare una favola nera, di quelle che si potrebbero raccontare durante la notte dell'epifania:
c'era una volta una vecchina che stava nel Castello Incantato, circondata da guardie di bianco vestite per evitare che potesse toccare la vita con le sue mani. "Per il suo bene" era stata legata ad un letto e veniva seguita giorno e notte da una serva che veniva da lontano, che non parlava la sua lingua, con cui era impossibile comunicare. Le era negato tutto, il mondo di fuori, il cibo normale, la gentilezza, il sole e l'aria della primavera, la comunicazione..la capacità di spiegare a qualcuno come si sentiva, cosa voleva....era isolata in una campana di vetro. Invisibile, e forse per questo peggiore.
Una sera la serva le si avvicinò per darle da mangiare, aveva molta fretta di finire, lo si vedeva dai suoi gesti, lo si intuiva dal tono delle sue parole...
Iniiò a imboccarla, come al solito, con indifferenza, pensando alle cose da fare appena uscita...fu forse in quel momento che si ricordò di dover uscire prima del solito, di voler terminare quel lavoro il prima possibile....il cucchiaio inziò a muoversi più veloce...la vecchina faceva fatica a deglutire, per lei introdurre del cibo nel suo corpo stanco era come affrontare una salita, come quelle che affrontava quando era giovane, su per le montagne del suo paese...salite da mozzare il fiato, che hai bisogno di fermarti per respirare e l'aria fresca ti purifica i polmoni...ma il cucchiaio continua ad entrare, a violare quella bocca stanca, che cerca di masticare più veloce, cerca di stare al passo...il cibo di ingolfa in bocca, il fiato inzia a mancare...perchè questa donna , sconosciuta e conosciuta ad un tempo, continua a infierire? la vecchina non capisce e vorrebbe parlare, chiamare qualcuno di bianco vestito, ma la bocca e troppo intenta a finire il boccone a mandarlo giù...e già un'altro cucchiaio sta arrivando...
questo cucchiaio, che per molti porta la vita, il sostantamento...per la vechina ha portato la morte.
Soffocamento. Questa è la sentenza medica.
Non so cosa sia successo in quella stanza. Sicuramente non è successo quello che ho raccontato, ma quanto si discosta dalla realtà...quanto la realtà a volte supera la fantasia...
Buona notte, dolce vecchina, che il cielo si prenda cura di te, che tu possa trovare ancora quell'aria di montagna che hai tanto desiderato nei tuoi ultimi momenti. Aiutaci a comprendere che stiamo lentamente morendo di soffocamento...che la nostra anima è soffocata da tante paure, da tanti rimpianti, egoismi e vigliaccherie...
Aiutaci a vedere la luce che sta dietro le nuvole a respirare l'aria dell'anima.
Che tu possa continuare il tuo cammino verso la luce.
Un abbraccio
FedePalla
venerdì 5 gennaio 2007
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